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L'EUROPARLAMENTO



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Ruolo politico


Il Parlamento europeo è un'autentica tribuna internazionale in cui vengono ad esprimersi numerosi dirigenti. Esso è divenuto negli anni interprete delle azioni esterne e interne dell'Unione, il che permette la partecipazione dei deputati e quindi del cittadino nella definizione della propria visione politica europea.

Politica estera

Il Parlamento europeo è consultato dal Consiglio sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e può rivolgergli interrogazioni e raccomandazioni. La PESC coordina le politiche estere degli Stati membri dell'Unione europea. Esso viene tenuto regolarmente informato dell'evoluzione della politica estera e di sicurezza dal Consiglio e può rivolgergli interrogazioni e raccomandazioni. Attraverso la sua commissione per gli affari esteri, il Parlamento europeo è quindi in contatto regolare con l'Alto Rappresentante dell'UE per la politica estera e di sicurezza comune, nonché con il Commissario europeo incaricato delle relazioni esterne. Il Parlamento dà il suo parere conforme all'adesione di nuovi Stati membri dell'Unione europea ed è consultato sugli accordi internazionali quali gli accordi di associazione o di cooperazione commerciale tra l'Unione e i paesi terzi. Il 29 ottobre 2004 i ministri degli affari esteri degli Stati membri hanno firmato il trattato costituzionale. La nascita della prima Costituzione europea consentirebbe di rafforzare il ruolo del Parlamento europeo in materia di politica estera.

La globalizzazione

Il Parlamento europeo aiuta l'Unione europea a svolgere un autentico ruolo nella globalizzazione.
Il Parlamento europeo prende parte attiva nella discussione sulla globalizzazione.
Esso segue da vicino i lavori dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).
L'OMC è l'organizzazione internazionale in cui vengono definite le regole che disciplinano il commercio internazionale da parte dei paesi contraenti. Il Parlamento europeo dà il suo parere conforme sul risultato dei negoziati condotti dall'Unione europea nell'ambito dell'l'OMC formulando raccomandazioni alla Commissione europea, che è il principale negoziatore dell'Unione europea. Esso sottolinea che le specifiche difficoltà incontrate dai paesi in via di sviluppo devono essere prese in considerazione. Il parlamento coordina le sue azioni per difendere l'interesse del cittadino nel contesto attuale della globalizzazione. Il Parlamento chiede la creazione di un'assemblea parlamentare all'OMC per consentire a qualsiasi cittadino di percepire i meccanismi e le decisioni adottate in seno all'OMC.
I deputati vogliono accrescere la trasparenza delle attività dell'OMC. Esso insiste sulla necessità di accedere a una globalizzazione civile che garantisca una giustizia sociale e una democrazia planetaria. In conclusione il Parlamento europeo può dunque far valere le sue posizioni sulle regole economiche mondiali.

La difesa dei diritti dell'uomo

La tutela dei diritti dell'uomo nel mondo è una priorità assoluta del Parlamento europeo. La sua commissione per gli affari esteri si occupa direttamente della difesa dei diritti dell'uomo all'esterno dell'Unione. Ogni anno il Parlamento europeo presenta una relazione sui diritti dell'uomo nei paesi terzi e un'altra sul rispetto dei diritti dell'uomo nell'Unione europea.
In nome dei diritti dell'uomo il Parlamento europeo informato dal Consiglio riguardo a qualsiasi decisione adottata circa la sospensione di accordi con un dato paese. Esso può pertanto premere sul paese in questione affinché, ad esempio, liberi dei prigionieri politici o sottoscriva impegni internazionali a tutela dei diritti dell'uomo.
Il Parlamento europeo dibatte regolarmente durante ciascuna tornata plenaria mensile casi di violazione dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello stato di diritto. Il Parlamento ha adottato una serie di risoluzioni che condannano i governi responsabili di violazioni dei diritti dell'uomo. L'Aula è un forum internazionale in cui ci si può esprimere e richiamare l'attenzione dei deputati e dei cittadini sulle violazioni dei diritti dell'uomo commesse in taluni paesi. Il Parlamento europeo ha istituito nel 1988 il premio Sacharov per la libertà di pensiero. Esso lo attribuisce ogni anno a una personalità o un'organizzazione internazionale che, come il fisico nucleare russo Andrej Sacharov, Premio Nobel per la pace nel 1975, si sia distinta nel settore dei diritti dell'uomo.
Il Premio Sacharov 2006 per la libertà di pensiero è stato assegnato al leader dell'opposizione in Bielorussia, Aliaksandr Milinkevich, candidato alle elezioni presidenziali contro Alexander Lukashenko. In seguito alle sue proteste sul risultato delle elezioni, Milinkevich è stato imprigionato per 15 giorni. Le elezioni sono state contestate sia dall'Ue che dagli USA.

Lo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia

Libertà, sicurezza e giustizia sono tre settori che sono al centro delle preoccupazioni dei cittadini. L'Unione europea ha creato uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia che rispetta Carta dei diritti fondamentali dell'Unione e onora le tradizioni e i sistemi giuridici di ciascuno Stato membro. All'interno di tale spazio gli Stati membri possono condurre una cooperazione di polizia e doganale nonché una cooperazione giudiziaria in materia civile e penale più rafforzate e più operative.
L'Unione lotta contro qualsiasi forma di criminalità (traffico di droga, di armi, di automobili rubate - corruzione - razzismo - sfruttamento sessuale dei minori - terrorismo...) di razzismo e di xenofobia per garantire ad ogni cittadino un elevato livello di sicurezza. Lo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia garantisce al cittadino il diritto di circolare e di soggiornare liberamente in tutta l'Unione. La competenza dell'Unione si esercita anche in materia di sicurezza e di giustizia.
Il Parlamento svolge un ruolo di colegislatore assieme al Consiglio per buona parte degli atti legislativi necessari alla creazione di questo spazio.

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

La decisione di elaborare una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata presa dal Consiglio europeo di Colonia il 3 e 4 giugno 1999. Una convenzione composta di rappresentati dei Capi di Stato e di governo e del presidente della Commissione, nonché di membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, è stata incaricata di redigere un progetto di Carta. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata proclamata dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea durante il Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000.
Il preambolo della Carta espone la decisione dei paesi dell'Unione di "condividere un futuro di pace fondato su valori comuni" e testimonia che "consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l'Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto". La Carta dei diritti fondamentali riunisce in un testo unico l'insieme dei diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini nonché di qualsiasi residente nel territorio dell'Unione. Tali diritti sono classificati in sei grandi capitoli: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia. Dal 2001 il Parlamento europeo presenta ogni anno una relazione che esamina il grado di rispetto dei diritti enunciati nella Carta.
Esso ha potuto ad esempio sottolineare che la situazione dei prigionieri si è deteriorata in taluni Stati membri nel 2002, principalmente a causa della sovrappopolazione carceraria. La sua intenzione è quella di rendere tali relazioni le più utili possibile per suscitare presso gli Stati membri una presa di coscienza generale. L'inserimento dei diritti fondamentali nella futura Costituzione europea significherà che, se quest'ultima entrerà in vigore, le istituzioni europee e gli Stati membri saranno giuridicamente tenuti a rispettarli.

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