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L'EUROPARLAMENTO



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agli Europarlamentari







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Evoluzione storica


Il Parlamento europeo è nato dalla fusione tra l'assemblea comune della CECA, l'assemblea comune della CEE e l'assemblea della CEEA in un'unica Assemblea. Composta di 142 membri, essa tenne la sua sessione costitutiva il 19 marzo 1958 a Strasburgo con il nome di "Assemblea parlamentare europea" e poi, il 30 marzo 1962, di "Parlamento europeo".

Prima dell'elezione diretta i membri del Parlamento europeo erano designati in seno ai rispettivi parlamenti nazionali ed avevano pertanto tutti un doppio mandato.
La Conferenza al vertice di Parigi del 9 e 10 dicembre 1974 stabilì che si sarebbero dovute tenere elezioni dirette "a partire dal 1978". La decisione e l'Atto relativo alle elezioni europee a suffragio universale diretto furono firmati a Bruxelles il 20 settembre 1976.

Le prime elezioni hanno avuto luogo il 7 e il 10 giugno 1979.

L'adesione alla Comunità della Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito (primo ampliamento) comportò un adeguamento del numero di seggi del Parlamento europeo che, il 1° gennaio 1973, furono portati a 198.

In occasione del secondo ampliamento (adesione della Grecia dal 1° gennaio 1981), 24 deputati furono delegati al Parlamento europeo dal Parlamento ellenico. Essi sono stati sostituiti, nell'ottobre 1981, da deputati eletti a suffragio universale.
Le seconde elezioni dirette hanno avuto luogo il 14 e il 17 giugno 1984.
Il 1° gennaio 1986 il numero di seggi è passato da 434 a 518 in seguito all'arrivo di 60 deputati spagnoli e di 24 deputati portoghesi (terzo ampliamento), nominati dai loro parlamenti nazionali e poi sostituiti da deputati eletti a suffragio diretto.

Le terze elezioni dirette si sono svolte il 15 e il 18 giugno 1989.

In seguito al quarto ampliamento dell'Unione (Austria, Finlandia e Svezia), il numero totale di parlamentari è passato a 626.

A seguito dell'adesione dei Paesi dell'europa centro orientale il 1 maggio 2004 (Slovenia, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Ungheria, Cipro, Malta, Polonia)
Dal 10 al 13 giugno 2004 si sono svolte nei 25 paesi dell'Unione europea le seste elezioni del Parlamento europeo. Nel giugno 2004, oltre 35 milioni di italiani si sono recati alle urne per eleggere i 78 europarlamentari italiani.

I 732 deputati eletti nella sesta legislatura (luglio 2004-giugno 2009), sono divenuti provvisoriamente 785 dal gennaio 2007 a seguito dell'arrivo dei 18 deputati bulgari e dei 35 deputati rumeni.

La ripartizione dei seggi è di norma proporzionale alla popolazione di ogni paese. A ogni Stato membro è assegnato un numero fisso di seggi, con un massimo di 99 e un minimo di cinque.

La seguente tabella mostra il numero degli Europarlamentari per ciascuno Stato membro:

 
Italia 78
Bulgaria 18
Repubblica Ceca 24
Danimarca 14
Germania 99
Estonia 6
Grecia 24
Spagna 54
Francia 78
Irlanda 13
Belgio 24
Cipro 6
Lettonia 9
Lituania 13
Lussemburgo 6
Ungheria 24
Malta 5
Paesi Bassi 27
Austria 18
Polonia 54
Portogallo 24
Romania 33
Slovenia 7
Slovacchia 14
Finlandia 14
Svezia 19
Regno Unito 78

La sostituzione dei contributi finanziari degli Stati membri con risorse proprie della Comunità determinò un primo ampliamento dei poteri del Parlamento europeo in materia di bilancio, concretizzatosi con il trattato di Lussemburgo del 22 aprile 1970. Un secondo trattato sul medesimo argomento e che rafforzava i poteri del Parlamento veniva firmato a Bruxelles il 22 luglio 1975.

L'Atto unico europeo del 1987 ha conferito al Parlamento europeo un ruolo maggiore in certi ambiti legislativi (procedura di cooperazione) e sottopone al suo parere conforme i trattati di adesione e di associazione.
Introducendo la procedura di codecisione per taluni ambiti legislativi ed estendendo la procedura di cooperazione ad altri, il trattato di Maastricht del 1992 segna l'inizio dell'evoluzione del Parlamento europeo verso un ruolo di vero e proprio colegislatore. Dandogli il potere di approvare la composizione finale della Commissione, fa compiere un passo importante al suo controllo politico sulla Commissione europea.

Attraverso l'estensione della politica di codecisione alla maggior parte degli ambiti legislativi nonché la riforma di questa procedura, il trattato di Amsterdam del 1997 conferma il ruolo di colegislatore del PE su un piano di parità con il Consiglio. Sottoponendo alla sua previa approvazione la nomina del presidente della Commissione (dopo la designazione da parte degli Stati membri), ne aumenta ancora il controllo sull'Esecutivo.

Fonte