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LA VOCE DEL DEPUTATO - Clima. Preparare l'Europa al prossimo futuro :

Clima. Preparare l'Europa al prossimo futuro

Data: 26/07/2007 09:40

 di Guido Sacconi


Agire subito, recuperare il tempo perduto, preparare fin da ora il Kyoto 2.
Oramai, sugli effetti dei cambiamenti climatici non ci sono più alibi per nessuno.
Non solo il rapporto Stern ha squadernato i catastrofici scenari sul piano economico e dell’inevitabile moltiplicarsi dei conflitti, ad esempio per il controllo dell’acqua.
Ma lo stesso progresso delle conoscenze scientifiche ci dà una capacità sempre maggiore di monitorare lo stato di salute del clima terrestre. Il Quarto Rapporto delle Nazioni Unite (IPCC) sul cambiamento climatico è basato su dati più puntuali e precisi rispetto al Terzo e sempre più raffinati sono gli strumenti teorici con cui vengono analizzati.
E purtroppo la diagnosi è sempre più preoccupante. A titolo di esempio basterà dire che nel nuovo rapporto la stima dell'aumento della temperatura verificatosi nell'ultimo secolo, peggiora di un ulteriore decimo di grado.
Ma le nuove capacità scientifiche ci permettono anche di fare delle ipotesi sulle future evoluzioni del clima. E sono proprio queste ipotesi sul futuro l'aspetto più preoccupante del problema. Anche prendendo in considerazione solo le ipotesi più ottimistiche, dobbiamo constatare che le prossime generazioni si troveranno davanti a degli scenari terribili.
Se già oggi possiamo vedere e toccare con mano, anche nella nostra vita quotidiana, gli effetti del riscaldamento globale, non dobbiamo però dimenticare che le emissioni degli ultimi decenni non hanno ancora cominciato a produrre i loro effetti.
Per questo la priorità del nostro agire deve essere quella che nel gergo scientifico-politico viene definita mitigazione, ovvero la drastica riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, biossido di carbonio, metano e protossido di azoto in primo luogo. Non ci sono scorciatoie: dobbiamo lavorare perché tra due anni, alla conclusione del negoziato internazionale sul sistema di controllo delle emissioni, venga firmato da tutti i paesi un trattato ancora più ambizioso del protocollo di Kyoto.
Ma lavorare per limitare le emissioni future non ci deve impedire di prepararci alle conseguenze inevitabili delle emissioni passate. Preparare l'Europa al prossimo futuro è appunto lo scopo del Libro Verde sull'Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
E' necessario fin da subito un cambio di mentalità e un adeguamento di tutte le politiche alle esigenze future, in particolar modo nella gestione del bene più prezioso del pianeta terra: l'acqua.
Nel processo di adattamento ai cambiamenti climatici sarà determinante il ruolo che svolgeranno le istituzioni nazionali e locali. I decisori politici sono caricati di una nuova responsabilità: progettare il futuro, prevedendo gli effetti di fenomeni che ora sono solo appena intuibili.
Questa è un'emergenza dell'oggi, per tutti i popoli della Terra e per gli Europei in particolar modo. La drammatica visibilità delle devastazioni degli uragani cha hanno colpito le coste orientali dell'America, rischiano di distogliere la nostra attenzione da quello che sta succedendo in casa nostra: un lento ma inesorabile slittamento del clima europeo verso squilibri dagli effetti devastanti. Tutti gli studi disponibili ci dicono che è proprio la zona mediterranea quella più colpita dai processi di mutamento e surriscaldamento del clima.
Anche se da stasera, con l'aiuto di una bacchetta magica, riducessimo a zero le emissioni globali di gas serra, non potremmo evitare il riscaldamento dovuto alle emissioni "storiche" e il relativo aumento della siccità o l'innalzamento del livello dei mari. Ma possiamo evitare di farci trovare impreparati.

Per leggere le slides di Guido Sacconi sui risultati del 4° rapporto IPCC sulla condizione del clima e sugli scenari futuri possibili, e le attuali politiche europee clicca qui

http://www.toscanaeuropa.it/allegatidef/IPCC%20e%20Politiche%20UE5535.ppt

Guido Sacconi
Parlamentare europeo, è capogruppo PSE in Commissione ambiente e Presidente della Commissione sui cambiamenti climatici



Autore: On. Guido Sacconi (PSE )
Categoria: Ambiente e turismo