EUROPAFORUM

FOCUS


L'EUROPARLAMENTO



area riservata AREA RISERVATA
agli Europarlamentari







Dimenticato la password?

LA VOCE DEL DEPUTATO - Mettiamoci alla ricerca :

Mettiamoci alla ricerca

Data: 22/06/2007 05:59

Il lungo e complesso iter parlamentare del 7° Programma Quadro europeo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico è giunto al suo esito qualche mese fa: il Parlamento l'ha approvato a larghissima maggioranza. Secondo l'impegno preso anche dal Gruppo socialista, il Programma Quadro è stato approvato entro il 2006, per permetterne la partenza secondo i tempi previsti, dal 1° gennaio 2007. Quando ebbi l'incarico di presentare le linee-guida destinate a ispirare il programma, questo non era un risultato così scontato, perché molti erano ancora i nodi da sciogliere. Quello che più ha colpito l'opinione pubblica italiana è stato il nodo della ricerca sulle cellule staminali. Con un compromesso propiziato dal nostro compagno Philippe Busquin e dalla popolare Gutierrez-Cortines, e grazie anche ai governi italiano e tedesco, che hanno ritirato un veto precedente, si è raggiunto un risultato essenziale: consentire la ricerca sulle cellule staminali embrionali, secondo criteri rigorosi di controllo. C'è però il rischio che si finisca per credere che i contenuti del 7° Programma siano tutti nei, pur delicati, problemi bioetici. Il Programma è invece un elemento essenziale della Strategia di Lisbona, che è il grande piano europeo per la crescita, la competitività, l'impiego e lo sviluppo sostenibile. Voglio sottolineare che il cuore di questa strategia è la realizzazione della società della conoscenza: la conoscenza è diventata il fattore chiave della crescita, della competitività, e quindi del lavoro; è la conoscenza che condiziona il mantenimento del modello sociale europeo o lo sviluppo sostenibile. Gli ultimi dati relativi alle spese per la ricerca mostrano che l'Unione nel suo insieme stanzia solo l'1,96% del PIL, gli USA il 2,59%, il Giappone il 3,12%, la Corea il 2,9%.

Per questo abbiamo portato avanti il progetto dello Spazio Europeo della Ricerca (SER), una proposta avanzata anni fa dal Commissario italiano Antonio Ruberti, rimasta lettera morta per anni. Dobbiamo dedicare al SER la stessa determinazione che abbiamo dedicato alla realizzazione dell'Unione monetaria, e al mercato unico delle altre merci. Se facciamo un bilancio storico, vediamo anche che gli investimenti europei non solo sono modesti, ma crescono troppo lentamente (nel 1998 eravamo all'1,82%); eppure non si tratta di obiettivi impossibili. Per esempio, la Svezia e la Finlandia investono oggi rispettivamente il 3,51% ed il 4,2%, per ora gli unici stati che già soddisfano l'obiettivo del 3% stabilito dall'UE per il 2010. L'Italia si posiziona all'ultimo posto, rispetto ai 15 Paesi europei membri dell’UE (un confronto con i Paesi di nuovo ingresso sarebbe scorretto). Questo tema riguarda da vicino dunque il Parlamento italiano: non si tratta di fare qualche aggiustamento di conti nelle leggi finanziarie, ma di rimetterci in linea con la media europea.

Il 7° Programma Quadro che il Parlamento europeo, approvandolo, propone oggi a tutti i cittadini dell'Unione, agli stati membri, alla comunità scientifica, si articola in 4 programmi specifici che rispondono a quelle linee guida indicate nel 2005 dal Parlamento alla Commissione: sostegno europeo alla ricerca di base, rompendo il tabù secondo il quale la ricerca di base viene svolta solo dagli stati membri (programma Idee); risorse umane (programma People); trasferimento tecnologico (programma Capacità) e definizione delle aree nelle quali deve svolgersi la ricerca finanziata dal livello europeo (programma Cooperazione).

Il programma Idee dà nuovo slancio alla ricerca fondamentale: è la proposta più nuova, e politicamente più importante. Le politiche della ricerca sono ancora soprattutto politiche nazionali: il nuovo Consiglio Europeo della Ricerca combatterà il "protezionismo scientifico", promuovendo per la ricerca di base la competizione di idee e professionalità a livello europeo.

Il programma People mira a creare più posti di lavoro nella ricerca e soprattutto la mobilità dei ricercatori. L'obiettivo di Lisbona del 3% del PIL destinato alla ricerca prevede una presenza di 8 ricercatori ogni mille presenze nel mercato del lavoro, cioè circa 700.000 nuovi ricercatori entro il 2010, ma per arrivarci occorre stabilire un legame più stretto tra sistemi di istruzione e carriere scientifiche. La Germania ha 260 mila ricercatori, la Gran Bretagna 160 mila, la Francia 180 mila, l'Italia 70 mila, il Belgio 36 mila. L'Italia ha quindi un dovere e un'opportunità di crescita, perché siamo tra i più distanti dall'obiettivo, con una media europea di 5,1 per mille lavoratori, ma l'Italia ferma al 2,7. Ed è evidente che le donne, che sono in media più istruite ma peggio impiegate degli uomini, rappresentano il più ampio bacino da cui pescare per trovare questi nuovi 700.000 ricercatori.

Il programma Capacità sostiene le infrastrutture, la ricerca per le Piccole e Medie Imprese (PMI), le piattaforme tecnologiche e le iniziative tecnologiche comuni, un'evoluzione delle piattaforme per legare la ricerca all’innovazione attraverso la promozione di partnership tra pubblico e privato.

Il programma Cooperazione, infine, promuove la collaborazione tra ricercatori ed equipe di diversi Paesi europei e tra mondo dell'industria e mondo della ricerca. Le aree in cui si svilupperà questa collaborazione sono tra le altre: salute, cibo, agricoltura e biotecnologia, ICT, nanotecnologia, nanoscienza e materiali, energia, ambiente, trasporti (anche aeronautica), scienze socio-economiche ed umane, spazio e sicurezza, che rappresentano settori nuovi rispetto al 6°PQ, tutti importanti perché l’obiettivo è il rafforzamento della leadership europea nella ricerca.

Avevamo chiesto in Parlamento il raddoppio dei fondi rispetto al 6° Programma, che aveva impiegato 4,5 miliardi all'anno. Abbiamo ottenuto circa 54 miliardi di euro, con un aumento, a prezzi correnti, del 60%. Avremmo voluto maggiori risorse finanziarie, ma in ogni caso gli eurodeputati socialisti hanno raggiunto un obiettivo significativo, anche in contrasto con la tendenza dei governi nazionali, stretti dalle necessità di bilancio, a ridurre gli stanziamenti per i programmi strategici.



Autore: On. Pia Locatelli (PSE )
Categoria: Mercato interno e industria