Le priorità comuni e gli obiettivi individuali delle politiche occupazionali degli Stati membri sono definiti negli orientamenti pluriennali per l'occupazione, adottati di comune accordo dagli Stati me
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Le priorità comuni e gli obiettivi individuali delle politiche occupazionali degli Stati membri sono definiti negli orientamenti pluriennali per l'occupazione, adottati di comune accordo dagli Stati membri. Gli orientamenti attuali coprono il periodo 2005-2008 e fanno parte degli "Orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione" per il 2005-2008, che riguardano anche la gestione dell'economia. Gli orientamenti per l'occupazione sono la base dei programmi nazionali di riforma e formano parte integrante del "programma di Lisbona" dell'Unione europea, che comprende tutte le azioni volte a promuovere la conoscenza e l'innovazione, a fare dell'Europa un luogo capace di attrarre investimenti e lavoro e a favorire la crescita quantitativa e qualitativa dell'occupazione.
Gli orientamenti per l'occupazione rispondono alla necessità di mettere in atto politiche dirette a raggiungere il pieno impiego, a migliorare la qualità e la produttività del lavoro ed a rafforzare la coesione sociale e territoriale; un altro obiettivo è quello di promuovere una maggiore corrispondenza tra le competenze professionali e le necessità del mercato del lavoro. Gli orientamenti per l'occupazione affermano la necessità di conciliare la flessibilità del mercato del lavoro e la sicurezza dell'impiego e riconoscono il ruolo delle parti sociali; promuovono un'evoluzione del costo del lavoro e meccanismi salariali che favoriscano l'occupazione, l'espansione e il miglioramento degli investimenti in capitale umano e l'adattamento dei sistemi di istruzione e formazione alle nuove esigenze in fatto di competenze professionali.
L'Agenda sociale
All'Agenda 2005-2010 fanno capo le politiche miranti a incrementare l'occupazione, combattere la povertà e garantire a tutti pari opportunità. Con la cooperazione dei pubblici poteri di ogni livello, da quello nazionale a quello locale, dei rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori e delle organizzazioni non governative, l'Agenda costituisce un quadro destinato a permettere ai lavoratori che si spostano da un paese all'altro di mantenere i diritti acquisiti a prestazioni pensionistiche e previdenziali, a sviluppare l'occupazione, in particolare dei giovani e delle donne, ad ammodernare la legislazione del lavoro tenendo conto delle nuove forme di rapporti di lavoro, come i contratti a breve termine, e a gestire le ristrutturazioni attraverso il dialogo sociale. L'Agenda sociale rappresenta anche un quadro di riferimento per le politiche degli Stati membri volte a riformare i sistemi pensionistici e di assistenza sanitaria, a lottare contro la povertà, ad affrontare i problemi occupazionali e sociali legati all'invecchiamento della popolazione, a promuovere la parità delle opportunità e a sradicare le ineguaglianze e le discriminazioni.
L'Unione europea svolge un ruolo essenziale nel finanziamento dei necessari investimenti in capitale umano destinati a programmi volti a sviluppare le competenze che facilitino l'accesso al mercato del lavoro e la creazione di imprese. Beneficiano in particolare di questi finanziamenti le zone dell'UE in cui la disoccupazione è elevata o il reddito medio piuttosto basso e le iniziative miranti a combattere le discriminazioni, a promuovere la parità dei sessi e a prevenire l'esclusione sociale. Il 2007 sarà l'Anno delle pari opportunità per tutti.
Norme minime per tutti
L'UE è da tempo impegnata a garantire su tutto il suo territorio condizioni di lavoro soddisfacenti e a tutelare i diritti dei lavoratori stabilendo norme minime comuni per quanto riguarda le condizioni di lavoro nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ad esempio per assicurare la protezione contro il rumore o l'esposizione a prodotti chimici e la protezione delle donne durante la gravidanza e dei lavoratori minorenni. Altre norme sanciscono i diritti fondamentali per quanto riguarda l'orario di lavoro, il congedo parentale, le informazioni che i datori di lavoro sono tenuti a fornire ai lavoratori sulle loro condizioni di lavoro e di assunzione, i licenziamenti collettivi, l'eguaglianza di trattamento per i lavoratori a tempo parziale o a termine e i lavoratori in pianta stabile e a tempo pieno. Anche la parità salariale a parità di mansioni e la protezione contro le molestie sessuali sono principi sanciti dalla legislazione europea.
L'UE ha bandito ogni forma di discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale od etnica, gli handicap, le tendenze sessuali, l'età, la religione o le convinzioni personali. Ha perciò adottato norme che vietano ogni discriminazione in base al sesso nell'accesso ai beni e ai servizi (con alcune eccezioni per le assicurazioni) e strategie intese a combattere la discriminazione e la xenofobia e ad assicurare il rispetto del principio della parità fra uomini e donne in tutte le politiche dell'Unione. È stato recentemente un Istituto europeo per la parità dei sessi.
L'UE promuove inoltre rapporti di lavoro moderni e il dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro. Buone relazioni di lavoro, oltre che favorire la protezione dei lavoratori, contribuiscono alla competitività. La Commissione europea incoraggia la responsabilità sociale delle imprese sostenendo il principio che i problemi sociali ed ambientali devono costituire parte integrante delle strategie delle imprese.
Mobilità per tutti in tutta Europa
Il diritto di godersi una partita di calcio è uguale per tutti.
Tra i diritti fondamentali dei cittadini dell'UE c'è quello di poter lavorare ovunque nel territorio dell'Unione, nei limiti previsti dalle disposizioni transitorie applicabili ai paesi che hanno aderito all'UE nel 2004, disposizioni che in alcuni casi sono state abolite nel maggio 2006.
La legislazione europea assicura ai lavoratori temporaneamente distaccati o stabilmente occupati in un altro paese e ai loro familiari la trasferibilità dei diritti di protezione sociale. Lo stesso vale anche per i pensionati che risiedono in un paese dell'UE diverso da quello in cui hanno esercitato la loro attività lavorativa. Il diritto all'assistenza sanitaria in tutta l'UE vale anche, nei casi di cure urgenti, per le persone che sono in viaggio.
Per facilitare la mobilità, i Servizi pubblici per l'impiego di 30 paesi pubblicano un milione di offerte di lavoro tramite il sito Eures, che funge da sportello unico per le persone in cerca di impiego. L'UE intende favorire la mobilità dei lavoratori, che offre vantaggi in termini di sviluppo personale e professionale e permette di adeguare le competenze alla domanda. Il 2006 è l'Anno europeo della mobilità dei lavoratori.
Integrazione e protezione sociale
I sistemi di previdenza sociale dei paesi dell'UE riflettono tradizioni specifiche, i progressi sociali e il patrimonio culturale di ciascuno di essi; rientrano quindi nell'ambito di competenza dalle legislazioni nazionali. Gli Stati membri, tuttavia, coordinano le loro politiche in base al principio che ogni cittadino ha il diritto di fruire di prestazioni sociali che
costituiscano una 'rete di sicurezza", ma renda economicamente più vantaggioso lavorare, quando ciò sia possibile
garantiscano pensioni e assistenza sanitaria di qualità ad un costo sostenibile;
promuovano l'integrazione sociale e combattano la povertà.
Sostegno tecnico
Tre agenzie forniscono un sostegno di carattere tecnico alle azioni intraprese dall'UE nel campo dell'occupazione e svolgono attività di ricerca e di diffusione delle prassi migliori. Sono:
l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, con sede a Bilbao;
la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con sede a Dublino;
l'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, con sede a Vienna.
Il programma PROGRESS si prefigge, per il periodo 2007-2013, di fornire un aiuto finanziario all'attuazione degli obiettivi dell'Unione europea nel settore dell'occupazione e degli affari sociali. Il programma si articolerà in cinque sezioni distinte corrispondenti ai cinque grandi settori di attività: l'occupazione, la protezione e l'inserimento sociale, le condizioni di lavoro, la lotta contro la discriminazione e la diversità, nonché l'uguaglianza fra donne e uomini.