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FOCUS - Affari economici e monetari

Tutti gli Stati membri dell'UE fanno parte dell'unione economica e monetaria (UEM), il cui scopo è un'integrazione più efficace delle economie dei paesi europei. Il percorso per spronare la crescita e creare posti ... segue



Domanda: Incentivi restauro immobili vincolati

Buongiorno e grazie per l'attenzione. Possiedo alcuni immobili e un piccolo appezzamento di terreno agricolo situati nel comune di Cavarzare (Ve) vincolati dalla legge regionale del Veneto n°24/85 art 10. Visti gli elevati costi dei materiali impiegati per rispettare i vincoli imposti dalla suddetta legge vorrei avere chiarimenti ed indicazioni sull' esistenza di incentivi per il restauro degli immobili vincolati dalla legge sopra citata. Ringraziandovi vi porgo i più cordiali saluti. Stefania C.

Autore: -
Data: 31/05/2010 17:34

Risposta1:
Gentile Utente Le segnalo alcune informazioni che potrebbero tornarle utili. La Regione Veneto finanzia interventi legati alla valorizzazione e alla ristrutturazione di edifici a carattere storico o vincolati. Una pagina che le può sicuramente tornare utile è la pagina tematica sul sito della Regione inerente bandi e finanziamenti per interventi a carattere edilizio: http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/?materia=Edilizia Tra i bandi li segnalati spicca nello specifico quello denominato: Contributi in materia di beni immobili non statali a carattere storico - monumentale L.R. 6/97 - modulistica aggiornata al 2008 Consultabile alla pagina: http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/IMMOB+MONUMENTALI.htm A livello nazionale la Finanziaria propone degli sgravi per la riqualificazione energetica degli edifici. L'agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d'imposta nella misura del 55 per cento delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Beneficiari Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d'impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l'immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all'agevolazione: - le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; - i contribuenti che conseguono reddito d'impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); - le associazioni tra professionisti; - gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Campo di intervento e spese ammissibili Si tratta di riduzioni dall'Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall'Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico (per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, l'illuminazione); il miglioramento termico dell'edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni, pavimenti); l'installazione di pannelli solari; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Linee Guida dell'Agenzia elle Entrate DETRAZIONE SULLE RISTRUTTURAZIONI La norma definitiva che regola le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie attuabili prevede ancora un anno di proroga per l’agevolazione Irpef e l’Iva ridotta sulle ristrutturazioni edilizie. Per i lavori fatturati fino al 31 dicembre 2011, rimane stabile la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, per un importo non superiore a 48mila euro per ciascuna unità immobiliare . Per poterne usufruire, è necessario indicare il costo della manodopera in fattura.Tali disposizioni si affiancano a quelle già previste dal Decreto Legge 29 novembre 2008, n.185, che fa parte anch'esso della manovra economico-finanziaria per il 2009. Le mando cordiali saluti.

Autore: Staff Europaforum
Data: 10/06/2010 10:34





Lettera:

Salve vorrei sapere se c'è qualche incentivo in campania a battipaglia (SA) per le giovani coppie che acquistano la prima casa. Vorrei sapere anche come funziona per le agevolazioni fiscali che ci sono a chi acquista il garage. Grazie

Autore: -
Data: 07/03/2009 08:40

Risposta1:
Gentile Utente, Le rispondo in merito alla sua richiesta di informazioni riguardo possibili agevolazioni a livello regionale/nazionale per l'acquisto della prima casa da parte di giovani coppie nella Regione Campania e in particolare nel Comune di Battipaglia (SA). A livello regionale Il Comune di Battipaglia saltuariamente pubblica bandi per l'erogazione di contributi a giovani coppie per incentivarle all'acquisto della prima casa. Al momento però l'ultimo bando del Comune è scaduto il 19 /01/2007. Siamo in attesa di pubblicazione di nuove misure di questo genere. La Regione Campania prevede misure apposite per questo tipo di interventi e regolarmente sul proprio Bollettino Ufficiale pubblica dei bandi per l'erogazione di contributi. L'ultimo bando della Regione Campania è però scaduto il 31 Dicembre 2008. Questo non esclude che prossimamente, probabilmente nel corso del 2009, saranno pubblicati altri bandi con le stesse finalità. Il finanziamento consiste nella concessione di un mutuo da parte di uno degli Istituti di credito convenzionati con la Regione Campania. Il mutuo agevolato può essere concesso da tutti gli Istituti di Credito già convenzionati con la Regione Campania secondo lo schema tipo vigente. Queste sono in genere le misure previste: a)concessione della garanzia della Regione Campania per un importo pari al capitale del mu-tuo agevolato maggiorato degli eventuali interessi passivi a carico del mutuatario;b) riduzione del tasso bancario di interesse a carico dei mutuatari. I limiti massimi di reddito per l’accesso ai mutui agevolati sono così stabiliti: a) € 30.000,00; b) € 40.000,00; c) € 50.000,00; L’entità dei contributi in c/interessi è così determinata: a) per i nuclei familiari con reddito fino a € 30.000,00, per le giovani coppie e per i nuclei familiari che acquistano l’alloggio, legittimamente occupato, da una procedura con-corsuale, il contributo è pari al 100% del tasso di interesse. Rimane a carico del mutuatario esclusivamente la restituzione del capitale. b) per i nuclei familiari con reddito fino a € 40.000,00 il contributo è pari al 80% del tasso di interesse. imane a carico del mutuatario la restituzione del capitale e il 20% degli interessi. c) per i nuclei familiari con reddito fino a € 50.000,00 il contributo è pari al 50% del tasso di interesse, rimane a carico del mutuatario la restituzione del capitale e il 50% degli interessi passivi. A livello nazionale Queste le opportunità che offre l'Agenzia delle Entrate: Quando si acquista la "prima casa" si puo' godere di un regime fiscale agevolato che consente di pagare le imposte in misura inferiore rispetto a quelle ordinariamente dovute. Acquisto da privato non soggetto ad Iva In particolare, se la parte che cede la casa e' un privato non soggetto ad Iva, l'agevolazione consiste nella possibilita' di versare: - l'imposta di registro con aliquota ridotta del 3% (invece che 7%); - le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro ciascuna) in luogo, rispettivamente, del 2% e dell'1%. Acquisto da imprese Chi, invece, compra casa da un venditore con partita Iva, dovra' tener conto delle modalita' di tassazione introdotte dal decreto legge n. 223 del 2006 (convertito nella legge n. 248 del 2006). A partire dal 4 luglio 2006, per la compravendita della "prima casa" in cui la parte venditrice e' un'impresa, l'acquirente e' chiamato a versare le seguenti imposte: - Iva al 4%, piu' le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (pari a 168 euro ciascuna), se la cessione e' effettuata da impresa "costruttrice" (o da impresa che ha ristrutturato l'immobile) e la vendita si conclude entro 4 anni dall'ultimazione dei lavori; - imposta di registro con aliquota del 3%, piu' imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro ciascuna), se la cessione e' effettuata da impresa "non costruttrice", oppure quando il venditore e' un'impresa costruttrice (o che ha ristrutturato l'immobile) e la vendita avviene dopo 4 anni dall'ultimazione dei lavori. Le agevolazioni fiscali sull'acquisto della "prima casa" sono riconosciute in sede di registrazione dell'atto. Esse competono non soltanto per gli atti a titolo oneroso che comportano l'acquisto della proprieta', ma anche quando l'atto comporta l'acquisto della nuda proprieta', del diritto d'abitazione, uso e usufrutto. I requisiti per fruire dei benefici Primo requisito indispensabile per fruire delle agevolazioni e' che l'acquisto riguardi una casa di abitazione non "di lusso". Per verificare se un immobile e' considerato di lusso, occorre far riferimento ai criteri individuati dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969). Accertato che si acquisti un'abitazione considerata non "di lusso", i benefici spetteranno, a prescindere dalla categoria catastale dell'immobile, solo in presenza di determinate condizioni: a) l'immobile deve essere ubicato nel Comune in cui l'acquirente ha la residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dalla stipula, o nel Comune dove l'acquirente svolge la propria attivita' principale. Per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia non e' richiesta la condizione della residenza nel Comune di ubicazione dell'immobile acquistato con le agevolazioni prima casa. Per i cittadini italiani residenti all'estero deve trattarsi di prima casa posseduta sul territorio italiano. b) l'acquirente non deve essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprieta', usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l'immobile da acquistare; c) non bisogna essere titolari, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprieta', uso, usufrutto, abitazione o nuda proprieta', su altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa. Al verificarsi delle condizioni prima elencate, le agevolazioni per la prima casa competono allo stesso modo per l'acquisto delle sue pertinenze, anche se effettuato con atto separato, ma solo per una pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali: - C/2 (cantina o soffitta); - C/6 (garage o box auto); - C/7 (tettoia o posto auto). Le unita' immobiliari classificate (o classificabili) nelle citate categorie catastali possono anche trovarsi in prossimita' dell'abitazione principale (comunque non in un punto distante o addirittura in un altro Comune) ma, di fatto, devono essere destinate in modo durevole a servizio della casa di abitazione. Per maggiori informazioni su questo tipo di agevolazione le evidenzio il Link: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Guide+Fiscali/Guide+anni+precedenti/2006/compravendita+casa/2_Agevolazioni_fiscali_acquisto_prima_casa Questo è quello che è disponibile al momento. Nelle speranza di esserLe stato utile Le mando Cordiali Saluti Lorenzo Di Massa

Autore: Staff Europaforum
Data: 09/03/2009 11:27





Caro vita e inflazione nell'Ue: un circolo vizioso pericoloso

Con l'impennata del prezzo dell'energia e degli alimenti ai più alti livelli dalla creazione dell'Unione monetaria europea nel 1999, l'inflazione ha sfondato lo scorso marzo quota 3.6% e sembra destinata "a protrarsi nel tempo". Questa l'analisi del vicepresidente della Banca centrale europea (BCE) Lucas Papademos, in occasione della presentazione il 21 aprile della relazione annuale della BCE in commissione parlamentare affari economici.

Maggiori informazioni

Data: 30/04/2008 11:58


Presentazione del Focus:

Tutti gli Stati membri dell'UE fanno parte dell'unione economica e monetaria (UEM), il cui scopo è un'integrazione più efficace delle economie dei paesi europei. Il percorso per spronare la crescita e creare posti di lavoro in un'Europa che mantenga la coesione sociale e tuteli l'ambiente è indicato nel "Pacchetto di orientamenti integrati" per il periodo 2005 2008, adottato nel luglio 2005.

Il pacchetto costituisce una strategia completa di politiche macro e microeconomiche e occupazionali. Gli Stati membri hanno elaborato in quest'ambito programmi di riforma nazionali avvalendosi della sintesi di politica del welfare e politica fiscale che ritengono più consona alla situazione del paese. Nell'attuazione degli orientamenti si considera importante la partecipazione degli enti locali e regionali e della società  civile.

La moneta unica

Tredici dei 25 Stati membri hanno compiuto un passo importante verso l'integrazione adottando la stessa moneta, l'euro: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia (dal 1°gennaio 2007) e Spagna.
L'euro offre vantaggi ai cittadini e alle imprese. I cittadini risparmiano poiché non sono più costretti a cambiare moneta quando si recano in altri paesi dell'area dell'euro. Possono inoltre confrontare più agevolmente i prezzi dei prodotti che intendono acquistare e questo favorisce una concorrenza sui prezzi. Le imprese godono degli stessi vantaggi e di altri ancora. Ad esempio, all'estero le fatture in euro vengono accettate più facilmente perché riducono il rischio legato al cambio in valute straniere.

L'adozione dell'euro

Tutti i membri dell'UEM possono adottare l'euro, ma per il momento Danimarca e Regno Unito hanno scelto di restare fuori dall'area dell'euro, mentre Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia non hanno ancora previsto una data per l'adesione. Sei paesi hanno fissato la data per l'adozione dell'euro: nel 2008 sarà  la volta di Cipro, Estonia e Malta, seguiranno quindi la Slovacchia nel 2009, e la Repubblica ceca e l'Ungheria nel 2010. Tali paesi ritengono che un minor controllo sull'inflazione, sugli interessi e sui tassi di cambio costituisca un prezzo che vale la pena di pagare per avere la stessa moneta dei principali partner commerciali e godere di maggiore credibilità  sui mercati finanziari internazionali, con il conseguente incremento dei flussi d'investimento.

I criteri di adesione all'euro prevedono due precedenti anni di stabilità  dei tassi di cambio mediante la partecipazione al "meccanismo dei tassi di cambio" (Exchange Rate Mechanism, ERM), cui i paesi dell'UE possono scegliere di aderire per mantenere la loro valuta stabile nei confronti dell'euro, a prescindere da un'eventuale futura adozione della moneta. Otto Stati membri partecipano attualmente all'ERM: Cipro, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Slovenia (la cui adesione sta per concludersi con il passaggio all'euro) e Slovacchia.

Oltre alla stabilità  del tasso di cambio, per poter adottare l'euro vi sono altri quattro criteri che riguardano: i tassi d'interesse, il disavanzo di bilancio, il tasso d'inflazione e il rapporto debito/PIL.
La valuta comune alimenta lo sviluppo economico.

Il Patto di stabilità  e crescita

Le regole del patto di stabilità  e crescita (PSC) garantiscono un'ampia sincronia degli sviluppi economici in Europa, specie nei paesi dell'area dell'euro, ed evitano che gli Stati membri adottino misure politiche che porterebbero vantaggi indebiti alle rispettive economie a spese degli altri paesi dell'UE.

Un principio fondamentale del patto è l'obbligo, per tutti gli Stati membri, di mantenere i bilanci nazionali vicini al pareggio o in attivo. Il patto è ancorato a due principi: la regola per cui il disavanzo di bilancio non deve superare il 3% del prodotto interno lordo (PIL) e quella per cui il rapporto debito/PIL non deve essere superiore al 60%. Gli Stati membri dovrebbero cautelarsi dall'eventualità  di disavanzi e debiti futuri accantonando più risorse negli "anni prosperi", quando i bilanci presentano un'eccedenza o vi sono prossimi.
Nel marzo 2005 una revisione del patto, basata sull'esperienza quinquennale acquisita, non ha apportato variazioni al livello dei due principi, ma ha introdotto maggiore flessibilità  per quanto riguarda il superamento del limite di disavanzo nei periodi di difficoltà  economica o qualora tale disavanzo sia dovuto a investimenti destinati a miglioramenti strutturali dell'economia. La revisione ha anche concesso agli Stati membri un termine più lungo per assorbire il disavanzo eccessivo. Come ultimo provvedimento, se gli Stati non riportano le loro economie entro i limiti consentiti, si possono imporre misure correttive o persino ammende.
La Corte di giustizia europea è l'arbitro di ultima istanza in merito all'interpretazione del patto.

Garantire la coerenza della politica economica

Uno dei compiti della Commissione europea è quello di valutare se la politica economica di ciascuno Stato membro sia coerente con gli obiettivi - economici, sociali e ambientali- concordati a livello dell'UE e segnalare preventivamente a uno Stato membro se ritiene che un disavanzo stia raggiungendo un livello anormalmente elevato o che esista un rischio di violazione di altre norme del PSC.
Ogni anno gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni dettagliate relative alle rispettive politiche economiche e allo stato delle finanze pubbliche. Gli Stati dell'area dell'euro comunicano tali informazioni nei "programmi di stabilità ". Gli altri Stati membri li comunicano sotto forma di "programmi di convergenza": questi ultimi contengono un elemento che non è necessario nei programmi di stabilità , vale a dire le informazioni relative ai risultati dell'economia rispetto ai criteri che si applicherebbero se tali Stati volessero aderire all'euro.

Il ruolo della BCE

Con l'introduzione dell'euro nel 1999 la Banca centrale europea (BCE) ha assunto la piena responsabilità  della politica monetaria nell'area dell'euro. Tale responsabilità  comprende la fissazione dei tassi d'interesse di riferimento e la gestione delle riserve in valuta estera dell'area dell'euro.
Spetta inoltre alla BCE garantire un'agevole circolazione dei pagamenti attraverso tutte le frontiere dell'UE e non solo all'interno dell'area dell'euro, ed essere in tal modo il centro di una rete di vaste operazioni di pagamento in tempo reale, chiamata TARGET, che aiuta i mercati finanziari dell'Unione a funzionare più efficacemente.
La BCE e la Commissione stanno lavorando insieme su un'Area unica dei pagamenti in euro (SEPA) che praticamente accelererà  entro il 2010 tutte le forme di pagamento transfrontaliero in euro, senza che le spese superino quelle per i pagamenti nazionali. Attualmente soltanto i bonifici transfrontalieri non superiori a 50 000 EUR sono considerati equivalenti ai bonifici nazionali ed è praticamente impossibile effettuare alcuni tipi di pagamento transfrontaliero (ad esempio gli addebiti automatici). Entro il 2010 tutto ciò cambierà  grazie al SEPA, riducendo i costi per tutti, dalle grandi imprese ai genitori che desiderano inviare regolarmente denaro ai figli studenti universitari in un altro paese dell'UE.

Fonte [1]

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