FOCUS - Cultura e istruzione
Nel settore della CULTURA, l'integrazione europea, storicamente orientata verso l'economia e il commercio, ha ampliato il suo campo di competenza al fine di far partecipare i cittadini in maniera più ampia allo sviluppo dell'Unione europea. Gli aspetti culturali, benché presi in considerazione nel quadro di altre azioni dell'Unione, non erano infatti espressamente oggetto di una politica particolare.
Dopo l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht, il 1° novembre 1993, l'Unione europea svolge azioni culturali con l'obiettivo di partecipare "allo sviluppo delle culture dei diversi Stati membri" (articolo 3 del Trattato che istituisce la Comunità europea). Due altri articoli del Trattato fanno riferimento alla cultura. Il primo costituisce la base giuridica che consente di avviare diverse azioni culturali; il secondo prende in considerazione gli aspetti culturali specifici nel quadro degli scambi economici europei. Così, ad esempio, l'articolo 151 del Trattato autorizza l'Unione europea a impiegare strumenti idonei per sostenere finanziariamente iniziative culturali con il duplice obiettivo non soltanto di contribuire allo sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto della loro diversità nazionale o regionale, ma anche di mettere in evidenza il patrimonio culturale comune. L'Unione europea favorisce le azioni di cooperazione fra gli operatori culturali dei diversi Stati membri ovvero completa le loro iniziative, ma non impone ai suoi membri di armonizzare le rispettive politiche culturali.
L'azione della Comunità riguarda quattro settori:
Viene incoraggiata la cooperazione con i paesi terzi, con le organizzazioni internazionali e, soprattutto, con il Consiglio d'Europa.
L'Unione europea deve considerare gli aspetti culturali in tutte le sue attività. La procedura di adozione delle azioni culturali proposta dalla Commissione, basata sull'articolo 151, è la procedura di codecisione (accordo del Parlamento europeo e del Consiglio dei Ministri), nel corso della quale il Consiglio è chiamato a decidere all'unanimità.
Le politiche dell'ISTRUZIONE e della FORMAZIONE costituiscono una parte importante della strategia di Lisbona dell'UE. I capi di Stato e di governo hanno chiesto "non solo una trasformazione radicale dell'economia europea, ma anche un programma ambizioso al fine di modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d'istruzione". Nel 2002 essi hanno fissato l'obiettivo di "rendere entro il 2010 i sistemi europei d'istruzione e di formazione un punto di riferimento di qualità a livello mondiale".
Come contributo alla strategia di Lisbona, i ministri dell'istruzione hanno adottato obiettivi comuni per il miglioramento dei sistemi d'istruzione e di formazione e un programma di lavoro per raggiungere tali obiettivi, conosciuto come programma Istruzione e formazione 2010. Esso viene attuato con il metodo aperto di coordinamento e gli indicatori e i parametri di riferimento hanno un ruolo importante di monitoraggio e contribuiscono allo scambio di esperienze e di buone prassi.
Le istituzioni europee concorrono direttamente al sostegno finanziario di iniziative nel campo dell'Istruzione e Formazione (attraverso il programma per l'Apprendimento Permanente - LLP) e nel settore della cultura attraverso il programma Cultura (2007-2013). Inoltre, i fondi settoriali previsti nel quadro della politica regionale comunitaria co-finanziano azioni a livello dei singoli Stati membri e delle singole Regioni.
Fonte [1]