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FOCUS - Bilancio

Le disposizioni finanziarie, applicabili alle entrate e alle spese comunitarie, figurano nel titolo II (articoli 268 - 280) della parte V del trattato che istituisce la Comunità europe ... segue



Domanda: incentivi statali pannelli solari

sono un' italiana risidente all' estero e ho una casa nella provincia di TERNI vorrei avere informazioni per mettere i pannelli solari , gli incentivi dello stato e la rivendita di energia elettrica a enel

Autore: -
Data: 21/04/2008 09:49

Risposta1:
Gentile Sig.ra Elena, in merito alla Sua richiesta informazioni abbiamo svolto una ricerca. - Nuovo Conto Energia: Sul sito di GSE (Gestore Servizi Elettrici) all’indirizzo http://www.grtn.it/ita/index.asp trova una parte dedicata al Fotovoltaico (a destra della pagina). Tra le varie voci elencate c’è anche il Nuovo Conto Energia, che spiega le modalità per richiedere incentivi per la realizzazione di impianto fotovoltaico. Le persone fisiche e giuridiche, nonché i soggetti pubblici e i condomini di unità abitative e/o di edifici che siano interessati all’incentivazione del fotovoltaico, devono far pervenire al GSE, entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, l’apposita richiesta di concessione della tariffa pertinente. Maggiori informazioni sul meccanismo di incentivazione del solare fotovoltaico, sulle modalità di accesso alle tariffe incentivanti fissate dal decreto 19 febbraio 2007 (Nuovo Conto Energia) possono essere richieste ai recapiti indicati al sito http://www.grtn.it/ita/contatti/contatti.asp : • Sede centrale - Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.a. Viale Maresciallo Pilsudski, 92 - 00197 Roma - Italy Centralino: +39 06.80.11.1 Fax: +39 06.80.11.43.92 e-mail: info@gsel.it • Informazioni generali su Fonti di Energia Rinnovabili e Cogenerazione ad Alto Rendimento Numero Verde (da telefono fisso): 800.16.16.16, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. Numeri da telefono mobile (secondo il proprio piano tariffario): 06.80.11.43.88 – 06.80.11.43.89, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. e-mail: rinnovabili@gsel.it fax: +39 06.80.11.20.39 Posta: Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A. - V.le Maresciallo Pilsudski, 92 – 00197 Roma. • Informazioni specifiche su domande presentate al GSE relativamente a Impianti Fotovoltaici Numero verde (da telefono fisso): 800.89.69.79, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. Numeri da telefono mobile (secondo il proprio piano tariffario): 06.80.11.43.40 – 06.80.11.43.60, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. e-mail: chiarimenti.fotovoltaico@gsel.it fax: +39 06.80.11.20.36 Posta: Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A. - V.le Maresciallo Pilsudski, 92 – 00197 Roma • Informazioni e assistenza sul Ritiro Dedicato dell’energia Numero verde (da telefono fisso): 800.19.99.89, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. Numeri da telefono mobile (secondo il proprio piano tariffario): 06.80.11.43.00 – 06.80.11.44.00,con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18. e-mail: ritirodedicato@gsel.it fax: +39 06.80.11.20.23 Posta: Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A. - V.le Maresciallo Pilsudski, 92 – 00197 Roma - Legge Finanziaria 2008, che prevede sgravi fiscali del 55% sugli interventi di ristrutturazione energetica degli edifici. Per tutelare l’ambiente, per consentire ai cittadini di conseguire risparmi tangibili in bolletta e allo stesso tempo di pagare meno tasse, sono previsti sgravi del 55% fino a un massimo di 60.000 euro sulle spese sostenute per cambiare gli infissi e isolare le pareti (allo scopo di ridurre le dispersioni termiche) e per installare pannelli solari (allo scopo di riscaldare l’acqua). Le consiglio tuttavia di contattare l’Agenzia delle Entrate per avere maggiori delucidazioni in merito, avendo residenza all’estero; all’indirizzo http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Contatti/Contatta+Agenzia/ trova i Contatti. - Sul sito della Regione Umbria al momento non ci sono contributi per l’installazione di impianti ad energia solare (abbiamo infatti trovato solo incentivi per impianti fotovoltaici con scadenza dicembre 2007). Per maggiori informazioni Le scrivo i recapiti da contattare: Servizio Energia Regione Umbria Centro Direzionale Fontivegge Via Angeloni 61 Perugia tel. 075/5045708 Fax 075/5045568 Cordiali saluti.

Autore: Staff Europaforum
Data: 22/04/2008 17:54





Jutta Haug: Il Trattato di Lisbona farà la differenza

Il 24 aprile il Parlamento europeo ha finalizzato la sua posizione per la preparazione del bilancio 2009 dell'Unione europea. Il testo, affidato all'eurodeputata tedesca Jutta Haug del gruppo socialista (PSE), prende in considerazione i cambiamenti del nuovo Trattato di Lisbona che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2009. Sentiamo cosa ne pensa la relatrice...

Maggiori informazioni

Data: 30/04/2008 12:02


Presentazione del Focus:

Le disposizioni finanziarie, applicabili alle entrate e alle spese comunitarie, figurano nel titolo II (articoli 268 - 280) della parte V del trattato che istituisce la Comunità europea (CE). Queste disposizioni riguardano in particolare i seguenti aspetti:

  • i principi generali che disciplinano la procedura di bilancio;
  • il finanziamento del bilancio;
  • lo svolgimento della procedura di bilancio;
  • l'esecuzione e il controllo del bilancio;
  • le disposizioni complementari per l'attuazione del trattato nel settore finanziario e della lotta antifrode.

Il trattato che istituisce l'Unione europea stabilisce che sono a carico del bilancio le spese amministrative e, tranne decisione unanime contraria del Consiglio, le spese operative derivanti dall'attuazione delle disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune e alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (secondo e terzo pilastro).

Entrate del bilancio

Il trattato CE stabilisce che le entrate del bilancio generale dell'UE sono costituite da due categorie principali: le risorse proprie e le altre entrate. La maggior parte del bilancio è finanziata dalle risorse proprie:

  • le risorse proprie tradizionali: i dazi doganali, i dazi agricoli e i contributi sullo zucchero; 
  • la risorsa basata sull'imposta sul valore aggiunto (IVA);
  • le risorse basate sul reddito nazionale lordo (RNL). 

Le altre entrate comprendono, tra l'altro, l'eccedenza dell'anno precedente, i contributi dei paesi terzi ai programmi europei e i contributi del personale delle istituzioni europee.

L'Unione europea non riscuote direttamente alcuna imposta. Il suo bilancio è pertanto finanziato mediante quattro "risorse proprie" messe a disposizione dagli Stati membri previa consultazione del Parlamento europeo.

Le quattro "risorse proprie" sono le seguenti:

  • i dazi doganali (provenienti dalla tariffa doganale comune applicata agli scambi commerciali con paesi terzi), che rappresentano circa il 10% delle entrate;
  • i prelievi agricoli (riscossi sulle importazioni di prodotti agricoli provenienti da paesi terzi), che rappresentano circa l'1% delle entrate;
  • la "risorsa IVA" (contributo degli Stati membri pari all'1% del prezzo di vendita definitivo su un paniere armonizzato di beni e servizi), che rappresenta circa il 14% delle entrate;
  • la risorsa "prodotto nazionale lordo (PNL)" (contributo di ciascuno Stato membro calcolato in base alla sua quota del PNL comunitario a un tasso massimo dell'1,27%), pari a circa il 75% delle risorse totali.

Spese del bilancio

Al centro del prossimo quadro finanziario 2007-2013 troviamo la crescita e la competitività. Per salvaguardare il tenore di vita dei cittadini europei, è essenziale migliorare la competitività dell'Unione, ridare slancio all'economia europea e creare più posti di lavoro di migliore qualità, dare vita al concetto di cittadinanza europea perfezionando lo spazio di libertà, di giustizia e di sicurezza, nonché rafforzare il ruolo dell'Unione nel mondo. La presenza di un quadro finanziario solido garantisce la possibilità di affrontare queste sfide.
Nel luglio 2004, la Commissione ha presentato le prime proposte di azione per il prossimo quadro finanziario 2007-2013. Queste proposte comprendono una nuova struttura delle spese che corrisponde meglio alle nuove sfide e alle nuove priorità dell'Unione:
1. La rubrica 1 (Crescita sostenibile) si divide in due componenti distinte, ma collegate tra loro:
1a. La competitività per la crescita e l'occupazione, che raggruppa le spese destinate alla ricerca e all'innovazione, all'istruzione e alla formazione, alle reti dell'UE, al mercato interno e alle sue politiche associate.
1b. La coesione per la crescita e l'occupazione, che mira a sostenere la convergenza degli Stati membri e delle regioni meno sviluppate, la strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile al di fuori delle regioni meno ricche, e la cooperazione interregionale.
2. La rubrica 2 (Conservazione e gestione delle risorse naturali) comprende le politiche agricole comuni e la pesca, lo sviluppo rurale e le misure ambientali, in particolare Natura 2000. Sull'importo destinato alla politica agricola comune (PAC) è stato raggiunto un accordo durante il Consiglio europeo di Bruxelles dell'ottobre 2002.
3. La nuova rubrica 3 (Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia) riflette l'importanza crescente e i nuovi compiti attribuiti all'Unione nei settori della giustizia e degli affari interni, della protezione delle frontiere, della politica in materia di immigrazione e asilo, della salute pubblica e della protezione dei consumatori, della cultura e della gioventù, dell'informazione e del dialogo con i cittadini. Questa rubrica comprende anche il Fondo di solidarietà e di reazione rapida dell'Unione.
4. La rubrica 4 (L'Unione europea come partner globale) copre tutte le azioni esterne, compresi gli strumenti di preadesione, l'integrazione del Fondo europeo di sviluppo (FES) nel bilancio dell'Unione, e le riserve attuali destinate all'aiuto d'urgenza e alla garanzia di prestiti.
5. La rubrica 5 (Amministrazione) comprende le spese per la Commissione, le altre istituzioni, nonché le pensioni e le scuole europee.
Infine, il quadro proposto include importi di compensazione per il futuro allargamento dell'Unione.

La procedura di bilancio

La procedura di bilancio è un esercizio annuale, articolato nelle seguenti tappe:

 

Data

Attività

Entro il 1° luglio

Ogni istituzione stabilisce il proprio stato previsionale dettagliato delle spese, che la Commissione raggruppa nel progetto preliminare di bilancio.

Entro il 5 ottobre

Il Consiglio dei ministri delibera sul progetto preliminare per stabilire il progetto di bilancio (dopo una concertazione preventiva con il Parlamento sulle spese obbligatorie).

Entro 45 giorni

Il Parlamento esamina il progetto di bilancio. Possono verificarsi tre eventualità :
- Il Parlamento non reagisce : il bilancio si considera approvato.
- Il Parlamento approva il bilancio : la procedura è terminata.
- Il Parlamento decide di apportare dei cambiamenti :
* Per le spese obbligatorie, presenterà proposte di modifica.
* Per le spese non obbligatorie, presenterà proposte di emendamento.

Entro 15 giorni

In seconda lettura, il Consiglio esamina i punti sollevati dal Parlamento.
- Per le spese non obbligatorie, il Consiglio ha il diritto di emendamento. In tal caso, il testo ritorna al Parlamento.
- Per le spese obbligatorie, possono verificarsi due eventualità:
1. Le proposte di modifica del Parlamento comportano un aumento del bilancio globale. Tali modifiche potranno essere inserite in bilancio solo previo voto del Consiglio a maggioranza qualificata. Senza tale maggioranza le proposte vengono definitivamente respinte.
2. Le proposte di modifica del Parlamento non comportano un aumento del bilancio globale. In tal caso, solo un voto del Consiglio a maggioranza qualificata può opporsi a tali proposte. Il silenzio equivale a un'approvazione.

A fine procedura

Il silenzio del Parlamento equivale a un'approvazione. Il Parlamento ha il diritto di modificare o respingere le modifiche apportate dal Consiglio ai suoi emendamenti per le spese non obbligatorie (nei limiti del TMA) a maggioranza assoluta dei membri e di tre quinti dei suffragi espressi. Il rigetto del bilancio richiede la maggioranza assoluta dei membri e due terzi dei suffragi espressi.
Infine, in mancanza di reazione contraria del Consiglio o dei suoi rappresentanti nella votazione in seduta plenaria, il presidente del Parlamento constata tacitamente l'accordo del Consiglio e approva il bilancio.

La distinzione tra spese obbligatorie (SO) e spese non obbligatorie (SNO) determina la divisione del potere di bilancio tra il Parlamento e il Consiglio. Le SO sono le spese derivanti obbligatoriamente dal trattato o dagli atti decisi in virtù di quest'ultimo. Le altre spese di bilancio sono di natura non obbligatoria.

PRINCIPI FINANZIARI

Il bilancio generale delle Comunità europee è disciplinato da una serie di principi finanziari. Si tratta dei principi di unità e di verità del bilancio, di annualità, di pareggio, di unità di conto, di universalità, di specializzazione, di sana gestione finanziaria e di trasparenza.

Il principio dell'unità e della verità del bilancio

Tutte le entrate e le uscite devono trovarsi in un unico documento di bilancio al fine di garantire un controllo efficace delle condizioni di utilizzazione delle risorse comunitarie. Alcuni elementi finanziari delle Comunità hanno un regime speciale, come il Fondo europeo di sviluppo (FES), alimentato direttamente dai contributi degli Stati membri in funzione del PNL, o gli organismi decentrati della Comunità (agenzie europee) che dispongono del loro bilancio e ricevono nella maggioranza dei casi sovvenzioni a carico del bilancio.
Infine, il Consiglio ha aggiunto a questo principio quello della verità del bilancio che impone all'autorità di bilancio di iscrivere soltanto gli stanziamenti che potranno essere effettivamente eseguiti.

Il principio dell'annualità

Tale principio stabilisce il vincolo delle operazioni ad un esercizio annuale, in modo da agevolare il controllo dell'attività dell'esecutivo comunitario.
Tuttavia, è spesso necessario realizzare azioni pluriennali. In tal caso, ci si richiama al concetto di stanziamenti dissociati, che si dividono in stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento:
- Gli stanziamenti d'impegno coprono, durante l'esercizio in corso, il costo totale degli obblighi giuridici contratti per azioni la cui realizzazione si estende per più di un esercizio;
- Gli stanziamenti di pagamento coprono, a concorrenza dell'importo iscritto in bilancio, le spese che derivano dall'esecuzione degli impegni contratti nel corso dell'esercizio e/o degli esercizi precedenti e sono oggetto di un'autorizzazione finanziaria annuale.

Il principio del pareggio

Le entrate devono essere pari alle uscite. La Comunità non è autorizzata a ricorrere a prestiti per coprire il disavanzo. Quando è adottato il bilancio, vi è un perfetto equilibrio tra entrate e uscite.
Tuttavia, il bilancio è, per definizione, un bilancio di previsione, sia per le entrate che per le uscite. Non è quindi improbabile che l'esecuzione si discosti dalla previsione. In tale eventualità possono profilarsi due casi:
- il saldo è positivo e c'è un'eccedenza. È il caso più comune. L'eccedenza viene allora riportata come entrata all'esercizio successivo e si riduce in proporzione la richiesta di fondi agli Stati membri;
- il saldo è negativo, c'è un deficit. Questo caso, piuttosto eccezionale, comporterà l'iscrizione di una spesa al bilancio successivo.
Esiste un meccanismo che consiste nel finanziare nuove spese anticipando su economie che saranno realizzate in corso d'esercizio. Si tratta della riserva negativa: si iscrive in bilancio un importo negativo che dovrà essere controbilanciato in corso d'esercizio mediante storni dai capitoli che si riveleranno eccedentari.

Il principio dell'unità di conto (articolo 16 RF)
L'utilizzazione dell'euro è un principio assoluto, sia per la formazione del bilancio e i rendiconti, sia per l'esecuzione del bilancio. Sono ammesse solo due eccezioni per i fabbisogni di tesoreria debitamente giustificati dal contabile e per le casse degli anticipi (la regolarizzazione di bilancio è quindi effettuata in euro).

Il principio dell'universalità

Secondo il principio dell'universalità del bilancio, che non deriva direttamente dai trattati, le entrate del bilancio servono a finanziare indistintamente tutte le spese. Questo principio implica due regole caratteristiche del diritto finanziario: la non assegnazione e la non contrazione.
La regola della non assegnazione prevede che le entrate del bilancio non debbano essere assegnate a spese determinate. Vengono tuttavia tollerate eccezioni a tale regola, per esempio per i contributi di alcuni Stati terzi ad alcuni programmi di ricerca.
La regola della non contrazione prevede che le entrate e le spese debbano essere iscritte in bilancio per l'importo integrale, senza contrazione tra di loro. Sono ammesse solo eccezioni di ordine tecnico finalizzate a semplificare la procedura.
Lo scarto tra gli stanziamenti d'impegno e gli stanziamenti di pagamento è misurato mediante gli impegni residui (RAL - saldo residuo). Essi rappresentano lo sfalsamento temporale tra il momento in cui gli impegni sono contratti e il momento in cui i corrispondenti pagamenti vengono liquidati.
Sono ammesse deroghe al principio dell'annualità mediante il sistema dei riporti di stanziamenti:
- gli stanziamenti non utilizzati alla fine dell'esercizio per il quale sono iscritti sono di norma annullati. A titolo eccezionale, possono essere riportati;
- gli stanziamenti non dissociati che corrispondono a impegni giuridici contratti in chiusura di esercizio sono riportati di diritto al solo esercizio successivo;
- per quanto riguarda le entrate, ogni eventuale eccedenza rispetto all'insieme delle spese effettuate nel corso di un esercizio è riportata all'esercizio successivo.

Il principio della specializzazione

Ogni stanziamento deve avere una precisa assegnazione ed essere destinato ad uno scopo specifico, al fine di evitare qualsiasi confusione tra i diversi stanziamenti all'atto dell'autorizzazione e dell'esecuzione. Non può essere destinata alcuna spesa né alcuna entrata se non mediante l'imputazione a un articolo del bilancio. Ciò vale anche per le entrate che devono essere precisamente identificate. Qualsiasi storno da capitolo a capitolo è riservato all'autorità di bilancio conformemente alle norme previste nel regolamento finanziario.

Il principio della sana gestione finanziaria

Il regolamento finanziario definisce la sana gestione finanziaria in riferimento ai principi di economia, efficienza ed efficacia. La sua espressione operativa si basa sulla definizione di obiettivi verificabili seguiti attraverso indicatori misurabili, per passare da una gestione basata sui mezzi ad una gestione orientata sui risultati da diffondere, nei quali ha importanza fondamentale il concetto di valutazione durante l'intera fase di realizzazione del programma (ex ante, durante l'esecuzione e ex post).

Il principio della trasparenza

Il regolamento finanziario del 2002 riconosce ufficialmente questo principio per tutto il ciclo del bilancio. Esso si manifesta in particolare attraverso i seguenti obblighi di pubblicazione:
- l'obbligo per la Commissione di pubblicare a titolo provvisorio il bilancio adottato dal presidente del Parlamento europeo (PE) entro un mese dall'adozione prima della pubblicazione ufficiale nella Gazzetta ufficiale (GU), che deve seguire entro due mesi dall'adozione;
- l'obbligo di pubblicare nella GU gli stati finanziari consolidati e le relazioni di gestione (di cui all'articolo 122 RF) elaborate da ciascuna istituzione.

Fonte [1]

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