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FOCUS - Giustizia e cittadinanza

Uno degli obiettivi fondamentali dell'Unione europea, così come deciso dal Trattato costituzionale del 2004, è quello di offrire ai propri cittadini un'area di LIB ... segue



Lo spettro dei naziskin

Sul quotidiano La Repubblica dell'11 ottobre scorso, il giornalista Paolo Tessadri riportava una notizia sconcertante:durante un viaggio organizzato al campo di concentramento di Dachau,un gruppo di naziskin italiani si è macchiato di atti palesemente antisemiti miranti all'esaltazione del regime nazista e alla commemorazione dei suoi crimini.
Ormai da molti anni gruppi ispirati all'ideologia nazista si sono moltiplicati in diverse realtà sociali, infiltrandosi addirittura nei luoghi della politica. Molto spesso il fiorire di questi gruppi di estremisti viene sottovalutato se non addirittura tollerato. Il fatto che certi episodi si verifichino addirittura all'interno dei campi di concentramento è particolarmente grave e ferisce la sensibilità di tutti i cittadini di buon senso.

Insieme ad altri eurodeputati italiani ho presentato un'interrogazione con i seguenti quesiti:

La Commissione Europea non ritiene di dover incrementare i propri sforzi per prevenire atti di esplicita apologia del nazismo?

Quali misure la Commissione ritiene opportune per fare in modo che questi gruppi vengano banditi da qualsiasi attività politica e democratica dell'Unione Europea?

Lapo Pistelli

Autore: On. Lapo Pistelli (ALDE/ADLE )
Data: 09/11/2007 10:53



Domanda: Unione Europea e Stati Membri. Diritto Sindacale e non Rappresentanza Militare in Italia.

Secondo Voi è giusto che in Italia i CARABINIERI e altri Corpi Militari non abbiano il loro SINDACATO? I cittadini Italiani in divisa non sono nello stesso momento anche cittadini Europei come i Corpi di Polizia Europei? Mi sembra un po' assurda questa restrizione che vieta al cittadino quale appartenente alla Forza dell’ordine e nello stesso tempo anche lavoratore Italiano in divisa che viene discriminato rispetto a tutte le altre categorie di lavoratori che vengono rappresentati da veri e propri SINDACATI. Altro fatto strano e che, ai Cittadini/Militari viene concesso di votare ogni qual volta lo Stato Italiano decide di andare alle votazioni ma nello stesso momento gli eletti Cittadini/Politici non vogliono riconoscere il SINDACATO vero e proprio ai tanti cittadini Militari che hanno votato. Come già si sa, la Rappresentanza Militare COCER viene diretta da un Ufficiale Generale e non da altre categorie inferiori di Militari. Secondo me, a tutti i cittadini in Divisa deve essere concessa la possibilità di essere guidati da veri e propri SINDACATI con ampi poteri, così come è concesso la possibilità a tutti i restanti cittadini non in divisa, poichè non può esistere in un Paese/Europeo come l'Italia, alcuna differenza tra gli stessi cittadini. In merito gradirei sapere l'Europa cosa ne pensa di tutto ciò e, se è stato avviato in questi ultimi tempi qualche iter di sollecito allo Stato membro Italiano affinchè anche i cittadini/Militari Italiani possano avere il SINDACATO abolendo del tutto la Rappresentanza Militare interna in quanto quest’ultima ha dei limiti oltre al quale non può andare oltre, così come avviene per tutte le altre cose che quando c'è da applicare una norma o direttiva, l'Unione Europea controlla e vigila se è stata o meno recepita e/o adempiuta e messa in atto. Risulta da Giornali Nazionali che in altri Stati Membri, ciò è stato riconosciuto molti anni fa, mentre, ancora oggi nel 2009 in Italia ciò non esiste, nè si sente parlare.

Autore: ANTONINO RICCIONI
Data: 09/05/2009 19:33




Lettera:

Sono ormai quasi due anni che aspetto di sapere quante risposte sono state annullate riguardo ad un concorso di selezione di personale temporaneo. La rilutanza con cui epso ha evitato di fornire i dati sopra richiesti è più che una certezza riguardo il fatto che sono stati presi i soliti raccomandati, considerata anche la delicatezza del mediatore europeo nella trattazione del mio caso, più preoccupato a non sciupare i piani di questi cani che a risolvere la questione, visto che il mio caso riguardo la cattiva gestione dei concorsi EPSO non era il primo e tutti si sono conclusi con un qualcosa che sà più di un buffetto sulle guance che di una seria presa di posizione. Senza contare dell'impassibilità delle istituzioni rimaste indifferenti ad ogni tentativo di fare chiarezza, d'altronde se ci sono dei raccomndati e puerile pensare che chi li raccomandi non sia all'interno delle istituzioni stesse o non possa coinvolgere "chi di dovere". Non credete che se c'è una selezione devono essere presi i migliori e tutto si debba svolgere con il massimo della serietà. I costi che si devono sopportare altrimenti sono duplici: _ il tempo perso sia per la preparazione che per l'espletazione del concorso stesso più i costi vivi; _ Il fatto di mantenere un incapace - se era buono a qualcosa non avrebbe avuto bisogno di niente per superare un concorso fatto di domandine per giunta patetiche. Non pensate che sia ora di fare concorsi seri, per i vs. raccomadati tirate fuori le palle e assumeteli direttamente e se fanno danni rispodentene in solido

Autore: david bacchetta
Data: 30/08/2008 10:59



Nuove leggi antiterrorismo: protezione dei cittadini vs diritti dell'uomo?

Come garantire la difesa della democrazia con il rispetto delle libertà fondamentali? Questo il nocciolo della riunione che ha impegnato lunedì 7 aprile eurodeputati, deputati dei parlamenti nazionali e rappresentanti del Consiglio d'Europa convenuti a Bruxelles per discutere di come aggiornare le leggi antiterrorismo in vigore nell'Unione europea.

Maggiori informazioni

Data: 10/04/2008 12:35


Presentazione del Focus:

Uno degli obiettivi fondamentali dell'Unione europea, così come deciso dal Trattato costituzionale del 2004, è quello di offrire ai propri cittadini un'area di LIBERTA', SICUREZZA E GIUSTIZIA senza frontiere interne.
Il Trattato di Amsterdam sull'Unione europea (UE) entrato in vigore il 1° Maggio 1999 sancisce che l'UE:

  • deve essere preservata e sviluppata come un'area di libertà, sicurezza e giustizia;
  • un'area nella quale sia assicurata la libera circolazione delle persone;
  • in congiunzione con misure appropriate, nel rispetto del controllo delle frontiere esterne, asilo, immigrazione e prevenzione, e lotta al crimine.

Il Consiglio Europeo ha adottato nell' ottobre del 1999 a Tampere un primo programma di lavoro, completato nel 2004.
La libertà dei cittadini dell'Unione di circolare, lavorare e vivere ovunque nell'UE può sembrare scontata. Per godere appieno di questo diritto è tuttavia necessario che vita e affari si svolgano in un clima di sicurezza. I cittadini devono essere anzitutto protetti dalla criminalità internazionale e dal terrorismo, quindi va garantita loro la parità di accesso alla giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali in tutta l'Unione.
Per questo motivo l'UE sta creando uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. Estendere un tale spazio agli Stati membri entrati a far parte dell'Unione nel maggio 2004 è una sfida importante.
Una volta attuato, questo concetto spazierà su vasti campi, quali i diritti fondamentali, la cittadinanza dell'Unione, la libertà di circolazione delle persone, l'asilo e l'immigrazione, la politica dei visti, la gestione delle frontiere esterne e la cooperazione fra autorità di polizia, giudiziarie e doganali degli Stati membri. L'intero pacchetto garantirà che le politiche applicabili ai cittadini dell'UE, ai turisti e agli immigrati di altre regioni del globo - nonché a criminali e terroristi - siano attuate uniformemente in tutta l'Unione.
I capi di governo dell'Unione hanno ribadito queste priorità nel novembre 2004 adottando il cosiddetto programma dell'Aja nel quale si asserisce che libertà, giustizia, controllo delle frontiere esterne, sicurezza interna e prevenzione del terrorismo dovrebbero essere considerati elementi inscindibili in tutta l'Unione.
Nell'ambito della lotta al terrorismo, i ministri dell'Unione e il Parlamento europeo hanno approvato, nel dicembre 2005, una direttiva che impone ai servizi pubblici di comunicazione l'obbligo di conservare i dati dei clienti relativi al traffico (e non già al contenuto) per due anni. La registrazione dei dati telefonici si è rivelata uno strumento utile per rintracciare gli autori o i presunti autori dei recenti attacchi terroristici in Europa.

Garantire i diritti fondamentali

L'Unione europea si fonda da sempre sul rispetto dei diritti dell'uomo, delle istituzioni democratiche e sull'osservanza della legge. Questi sono i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali che racchiude in un unico testo tutti i diritti della persona, i diritti civici, politici, economici e sociali dei cittadini dell'Unione, aggiornando i diritti esistenti e integrando nuovi aspetti del progresso tecnologico come la bioetica e la protezione dei dati personali. La Carta è stata adottata nel 2000.
Libertà fondamentale fra tutte è il diritto di circolare liberamente da un paese all'altro e di scegliere dove vivere. Già presente nei trattati istitutivi dell'UE, questa libertà è tuttavia diventata effettiva solo con gli "accordi di Schengen" (entrati in vigore nel 1996). Oggi, dunque, i cittadini dell'Unione possono passare le frontiere interne dell'area Schengen - che include i territori di 13 Stati membri ma non il Regno Unito, l'Irlanda e i 10 paesi che hanno aderito nel 2004 -, senza dover esibire passaporti o carta d'identità.
Importanti diritti sono riconosciuti anche ai cinque milioni di cittadini di paesi terzi che attualmente lavorano nell'Unione. Sono state elaborate procedure comuni per agevolare, per esempio, il ricongiungimento familiare o l'integrazione dei nuovi arrivi in una realtà poco familiare.

Cooperazione fra autorità giudiziarie

Girando liberamente per l'UE, è importante che nessuno perda la possibilità di accedere alla giustizia né riesca a sottrarsi ad essa. Speciale è pertanto lo sforzo prodotto affinché cresca la cooperazione fra gli ordinamenti giudiziari nazionali e le decisioni giudiziarie in materia civile e penale, pronunciate in un Stato membro, siano riconosciute ed eseguite in un altro Stato membro.

Questi principi hanno particolare importanza nei procedimenti civili riguardanti il divorzio, l'affidamento di minori, l'obbligo di prestazioni alimentari o i fallimenti e i crediti contestati fra parti che vivono in paesi diversi.
Una nuova freccia all'arco delle autorità nazionali in lotta contro la criminalità è l'adozione del mandato di arresto europeo che sostituisce, alle complesse e lunghe procedure di estradizione, un sistema di consegna diretta e veloce fra Stati membri di quanti fuggono all'estero per sottrarsi a un processo o a una condanna.

Asilo e immigrazione

Mentre sempre più persone tentano di raggiungere l'Unione sospinte da guerre, persecuzioni e catastrofi naturali o dalla speranza di una vita migliore, i governi dell'UE cercano soluzioni comuni a sfide comuni. In particolare, stanno elaborando norme minime, misure e procedure per i richiedenti asilo, che determinino le modalità per presentare la domanda di asilo e le autorità competenti per esaminarla, lo status del beneficiario e il ruolo delle autorità nazionali nell'assolvere queste responsabilità.
L'Unione è però anche determinata a dare un giro di vite all'immigrazione clandestina, a prevenire gli abusi di un sistema nato per far fronte a un'immigrazione onesta e a garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Ciò implica il rafforzamento delle frontiere esterne, specie sui confini orientali e meridionali, e quindi anche gravi responsabilità per i nuovi membri dell'UE che, per motivi geografici, devono assumerne il controllo per ampi tratti. L'UE finanzia la formazione delle guardie di frontiera e delle autorità di polizia e doganali, e gli apparecchi e gli impianti di comunicazione e controllo per il rilevamento computerizzato delle impronte digitali e l'identificazione dei dati personali.

L'Unione collabora attivamente con i paesi origine dei flussi migratori per migliorare le prospettive future dei loro cittadini in patria. Programmi speciali promuovono il rispetto dei diritti dell'uomo e della democrazia e incentivano lo sviluppo economico.

Lotta alla criminalità

Garantire la sicurezza del cittadino è una delle priorità centrali dell'Unione. Ciò significa servirsi di strumenti pratici e giuridici per impedire che le organizzazioni criminali - baroni della droga, trafficanti di esseri umani, riciclatori di denaro sporco, terroristi - approfittino delle libertà garantite nell'Unione.
All'atto pratico, cresce la cooperazione fra le forze di polizia nazionali, specie nel quadro dell'Europol. Questo centro di coordinamento con sede all'Aia, forte di potenti basi informatiche, raccoglie, analizza e condivide informazioni sulle attività criminali.
La legislazione è usata per lottare contro il riciclaggio dei capitali. Essa permette di confiscare i proventi di reato e fa obbligo agli enti creditizi e finanziari e a talune categorie professionali, come avvocati, contabili e case da gioco, di dichiarare tutte le operazioni di valore pari o superiore a 15 000 di euro.
L'Unione collabora inoltre con paesi partner quali gli USA, la Russia e i paesi del Mediterraneo, ma anche con organizzazioni internazionali come l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, al fine di elaborare strategie e realizzare misure che consolidino il suo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia.

Nello spirito della libertà di circolazione delle persone iscritta nei Trattati, sin dagli anni '60 si è pensato all'introduzione di una CITTADINANZA EUROPEA, con precisi diritti e doveri. Il Trattato sull'Unione europea attualmente in vigore dedica una parte alla cittadinanza con l'obiettivo di una futura "cittadinanza dell'Unione", prevista concretamente nel Titolo V della Costituzione europea.
La cittadinanza dell'Unione, che vuol promuovere la partecipazione democratica al processo decisionale, una coscienza politica europea e un'identità comune, completa la cittadinanza nazionale, senza sostituirla, e consta di un insieme di diritti e doveri che si aggiungono a quelli derivanti dall'essere cittadino di uno Stato membro.
Cosa implica allo stato attuale la cittadinanza dell'Unione:
- il diritto alla libera circolazione e il diritto di soggiorno sul territorio degli Stati membri;
- il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello stato membro di residenza con le stesse condizioni previste per i cittadini di questo Stato;
- il diritto di beneficiare sul territorio di uno Stato terzo (non appartenente quindi all'UE) della protezione diplomatica o consolare di uno qualsiasi dei 27 Stati membri nel caso in cui lo Stato di origine non sia rappresentato nel paese;
- il diritto di petizione al Parlamento europeo e il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo oltre che il diritto di scrivere alle Istituzioni e agli organi dell'Unione europea in una qualsiasi delle lingue ufficiali degli Stati membri;
- il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.
Finora la cittadinanza dell'Unione, nonostante la formulazione prevista dal Trattato, non comporta alcun dovere, mentre i diritti dei cittadini dell'Unione europea sono inseriti nella Carta dei diritti fondamentali dall'Unione europea. A questo proposito, la Carta, che è stata fatta propria dal Parlamento europeo, è stata inserita nella seconda parte del Trattato Costituzionale europeo con un'introduzione che spiega come "il godimento dei diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future".

Fonte [1]

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