FOCUS - Ambiente e turismo
Per quanto riguarda il settore dell'ambiente, sono affrontati gli apsetti trasversali nell'ambito di strategie tematiche riguardanti l'inquinamento atmosferico, il riciclo e la prevenzione dei rifiuti, l'ambiente marino, il suolo, i pesticidi, l'impiego delle risorse e l'ambiente urbano. Il programma d'azione sottolinea inoltre che è importante:
L'UE ha istituito un vasto sistema di protezione ambientale per combattere problemi di vario tipo: dal rumore ai rifiuti, dalle sostanze chimiche ai gas di scarico delle automobili, dalle acque di balneazione ad una rete europea di intervento per far fronte a catastrofi ambientali, come le maree nere o gli incendi boschivi.
Nel piano d'azione "Ambiente e salute" 2004-2010 si è tenuto conto delle preoccupazioni circa l'impatto dell'inquinamento sulla salute dei cittadini. I fattori ambientali influiscono sempre di più sulla nostra salute e il programma mira pertanto a fornire una migliore conoscenza di tali correlazioni ai fini di una più efficace protezione e prevenzione.
L'obiettivo generale perseguito è offrire un livello di protezione più o meno equivalente in tutta l'UE, mantenendo l'opportuna flessibilità per tener conto delle situazioni locali e riconoscendo la necessità di un equilibrio tra la tutela ambientale e le esigenze di competitività delle imprese a livello internazionale.
Tale approccio consentirà di sostituire all'attuale sistema di regolamentazione delle sostanze chimiche, estremamente frammentario, un unico sistema di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche, denominato REACH, che sarà gestito dalla nuova Agenzia europea delle sostanze chimiche, con sede a Helsinki. L'obiettivo è quello di evitare la contaminazione chimica dell'aria, dell'acqua, del suolo e degli edifici a vantaggio della biodiversità e della salute e sicurezza dei cittadini dell'UE, senza imporre all'industria una regolamentazione eccessivamente gravosa.
Tutte le politiche del settore si basano sul principio "chi inquina paga". Il pagamento può consistere nell'obbligo di realizzare gli investimenti necessari per rispettare standard più elevati o di provvedere al ritiro, al riciclo o allo smaltimento dei prodotti dopo l'uso, o in una tassa a carico delle imprese o dei consumatori che utilizzino prodotti poco rispettosi dell'ambiente, come alcuni tipi di imballaggio.
Combattere il cambiamento climatico
All'interno della strategia perseguita per combattere il cambiamento climatico nell'ambito del protocollo di Kyoto, l'UE ha introdotto il primo sistema mondiale di scambi di quote di emissione. I governi dell'UE assegnano quote di emissione a singole imprese industriali ed energetiche per limitare le loro emissioni di biossido di carbonio, il principale gas responsabile dell'effetto serra. Le imprese che non utilizzano l'intera quota a loro disposizione possono venderne la parte mancante ad altre che invece, oltrepassando la loro soglia, rischiano pesanti ammende per mancato rispetto della quota di emissione.
Gli obblighi derivanti dal protocollo di Kyoto permangono solo fino al 2012, ma la Commissione ha già avviato una consultazione sulla politica in materia di cambiamento climatico dopo il 2012.
Adottare una prospettiva più ampia
Gli ultimi programmi di azione hanno rispecchiato l'evoluzione della politica ambientale, che non si limita più a semplici controlli dell'uso di sostanze o di prodotti specifici, ma promuove alternative più sicure e la riflessione su quello che avviene quando un prodotto giunge al termine del suo ciclo di vita. Ad esempio nella progettazione di un'automobile occorre tenere conto di come i diversi componenti verranno riciclati o rottamati quando l'automobile sarà fuori uso.
Partecipazione dei cittadini
La sostenibilità dell'ambiente dipende dall'impegno personale di tutti i cittadini. La consultazione dei cittadini è inserita nelle procedure comuni applicate nell'UE per valutare l'impatto ambientale delle politiche e dei programmi nel settore pubblico e dei progetti d'investimento.
L'Agenzia europea dell'ambiente
Il compito dell'Agenzia europea dell'ambiente, con sede a Copenaghen, è quello di controllare lo stato dell'ambiente e di segnalare tempestivamente i problemi che si prospettano. L'Agenzia:
Finanziamento dell'ambiente
Le ricerche in materia ambientale e i programmi di protezione degli habitat naturali o dell'ambiente ricevono finanziamenti consistenti nell'ambito dei programmi specifici, dei programmi di ricerca promossi dall'UE e dei programmi di sviluppo regionale. Per il periodo 2007 2013 LIFE+, un programma destinato specificamente a finanziare migliorie e ricerche in campo ambientale, disporrà di un bilancio di 2,1 miliardi di euro.
Sfide globali
Molti problemi ambientali superano i confini dell'UE; l'UE ha quindi firmato programmi e convenzioni internazionali riguardanti tutta una serie di problemi, tra cui le piogge acide, la biodiversità, il cambiamento climatico e i gas ad effetto serra, la desertificazione, i rifiuti pericolosi, le maree nere, gli inquinanti organici persistenti, la protezione dei mari e dei grandi fiumi e le foreste tropicali.
Per ciò che concerne il settore del turismo, si tratta di un'industria dinamica cresciuta di quasi il 25% fra il 1999 e il 2002. Nel 2004, i turisti stranieri hanno trascorso più di 860 milioni di notti in strutture ricettive europee.
Per la maggior parte dominata dalle piccole e medie imprese, influisce per il 4% nel prodotto interno lordo comunitario, con circa 2 milioni di imprese dando lavoro a circa il 4% della forza lavoro totale (rappresenta circa 8 milioni di lavoratori). Quando si prendono in considerazione i legami con altri settori, il contributo al PIL comunitario è stimato a circa l'11 % e procura lavoro a più del 12% della forza lavoro (24 milioni di lavoratori).
Oltre alla crescita e alla creazione di posti lavoro, il turismo gioca un ruolo importante nello sviluppo della maggior parte delle regioni europee. Le infrastrutture create per scopi turistici contribuiscono allo sviluppo locale e sono creati o mantenuti posti lavoro anche in aree industriali o rurali in declino o in zone urbane in rigenerazione.
Il turismo sostenibile gioca un importante ruolo nella tutela e nel miglioramento del patrimonio culturale e naturale in un numero sempre crescente di aree, partendo dalle arti fino alla gastronomia locale, i mestieri e la preservazione delle biodiversità.